venerdì 22 dicembre 2006
A chi mi guarda sorridendo
ma la rabbia è passata.
A volte si è padroni del proprio destino,
a volte no...
Ma è normale:
è la vita.
Se non sempre le cose vanno come voglio,
almeno sono padrona delle mie azioni.
Così, la mia azione è stata:
perdonare.
La rabbia era solo una reazione istintiva.
Ora voglio fare un passo avanti.
Perciò, ho perdonato.
Perché tutti abbiamo delle debolezze,
delle paure e reazioni istitintive quando siamo spaventati.
Un poco alla volta ho iniziato a mettere ordine nella mia vita.
Ho iniziato con la casa: piccole cose, piccoli vizi,
per coccolarmi, per avere qualcosa che mi rappresenti,
per lasciare anche in qualcosa di piccolo una parte di me.
E così, senza nemmeno accorgermene...
ho rincominciato a lasciare qualcosa di me alle persone che mi stanno vicino.
Quelle che non si erano lasciati spaventare della mia tristezza,
ma si sono solo fatti un poco da parte,
lasciandomi il tempo per fare chiarezza;
non pretendendo niente
e lasciandomi fare da sola.
Perché da tempo hanno capito a rispettarmi
anche nei miei silenzi.
C'è voluto un po' di tempo,
ma ora ho riaperto gli occhi,
che hanno smesso di essere lucidi per le lacrime:
ora brillano.
Grazie a tutti per il vostro affetto incondizionato
e per i vostri sguardi allegri.
A voi mando il mio sorriso più splendente.
venerdì 24 novembre 2006
Quando il cuore è malato
AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH
Ho voglia di prendere a pugni, di tirare calci, di gridare.
Di urlare quanto sono incazzata: sono furiosa.
Digrigno i denti.
Ed è fottutamente giusto che io sia così.
Porca troia!
E' giusto: la rabbia va sfogata.
Me l'hanno insegnato tanto tempo fa.
E dopo poco l'ho imparato.
Ma solo nell'ultimo anno ho realizzato
che l'ho sempre saputo.
Ho sempre manifestato le mie emozioni,
i miei sentimenti,
i miei pensieri.
Quando sono in questo stato,
sono lucida da morire.
Agguerrita e ostinata,
finalizzata all'attacco,
all'annientamento di chi mi sta ferendo.
Però c'è un problema:
col tempo sono diventata
onesta con me stessa
da far male.
E per quanto sento che
il cervello è sano,
il cuore è malato.
Porca puttana.
Ho un nodo alla gola che soffoco.
Gli occhi che traboccano di lacrime.
Vaffanculo.
Tornate su, bastarde!
giovedì 23 novembre 2006
Chaga – Ornatos Violetas
Foi como entrar
Foi como arder
Para ti nem foi viver
Foi mudar o mundo
Sem pensar em mim
Mas o tempo até passou
E és o que ele me ensinou
Uma chaga pra lembrar que há um fim
Diz sem querer poupar meu corpo
"Eu já não sei quem te abraçou"
Diz que eu não senti teu corpo sobre o meu
Quando eu cair
Eu espero ao menos que olhes para trás
Diz que não te afastas de algo que é também teu
Não vai haver um novo amor
Tão capaz e tão maior
Pra mim será melhor assim
Vê como eu quero
E vou tentar
Sem matar o nosso amor
Não achar que o mundo é feito para nós
Foi como entrar
Foi como arder
Para ti nem foi viver
Foi mudar o mundo
Sem pensar em mim
Mas o tempo até passou
E és o que ele me ensinou
Uma chaga pra lembrar que há um fim
martedì 21 novembre 2006
Lezioni di poesia
Avete capito.
La poesia non è fuori,
ma è dentro.
Cos’è la poesia non chiedetevelo più:
guardati nello specchio
e la poesia sei tu.
Vestitele bene le poesie,
cercate le parole,
dovete sceglierle.
A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola.
Sceglietele,
perché la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
…
Innamoratevi.
Se non vi innamorate tutto è morto.
Morto, tutto è.
Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo,
si muove tutto.
Dilapidate la gioia,
sperperate l’allegria.
Siate tristi e taciturni con esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la
felicità.
E come si fa?
Per trasmettere la felicità
bisogna essere felici.
E per trasmettere il dolore,
bisogna essere felici.
Siate felici.
Dovete patire,
stare male,
soffrire.
Non abbiate paura a soffrire:
tutto il mondo soffre.
E se non avete i mezzi,
non vi preoccupate,
tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria:
tutto!
Avete capito?
La novità è la cosa più vecchia che ci sia.
E se il verso non vi viene?
Buttativi in terra!
È da distesi che si vede il cielo.
Guarda che bellezza…
Cosa guardate?
I poeti non guardano,
vedono.
Fatevi obbedire dalle parole.
Questa è la bellezza.
Come quei versi la,
che voglio che rimangano scritti li per sempre.
Dobbiamo cominciare:
la lezione è finita.
Roberto Benigni – tratto da La tigre e la neve
mercoledì 15 novembre 2006
Se vuoi capire...
Cuore di Tenebra - Baustelle
Cosa c’è
Cuore di Tenebra
Parecchio piangere
Cazzotti e guai
Ma c’è una luce che cancella il buio
E non è il fulmine
E non è il sole
Non è la mano del Signore
Sei tu
Amore
Tempo fa
Ragazzo Tenebra
Morsi di vipera
Le storie tue
C’è una salvezza che adesso stringi
E non è l’Angelo
Non è un miracolo
Non è la mano del Signore
Sei tu
Amore
E così
Per sempre vivere.
martedì 14 novembre 2006
Sempre la luna...

E la luna bussò
alle porte del buio
fammi entrare
lui rispose di no.
E la luna bussò
dove c'era il silenzio
ma una voce sguaiata disse non è più tempo
quindi spalancò le finestre del vento e se ne andò
a cercare un po' più in là
qualche cosa da fare
dopo aver pianto un po'
per un altro no, per un altro no
che le disse il mare
che le disse il mare.
E la luna bussò
su due occhiali da sole
quello sguardo
non si accorse di lei.
Ed allora provò
ad un party in piscina
senza invito non entra nemmeno la luna,
quindi rotolò fra champagne e caviale e se ne andò
a cercare un po' più in là
qualche cosa da fare
dopo avere pianto un po'
per un altro no, per un altro no
di un cameriere.
E allora giù quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi.
Eallora giù, senza bussare,
tra le ciglia di un bambino
per potersi addormentare.
E allora giù, fra stracci e amore
dove è lusso la fortuna
c'è bisogno della luna.
E allora giù, giù, giù.
E allora giù quasi per caso
più vicino ai marciapiedi
dove è vero quel che vedi.
Eallora giù, senza bussare,
tra le ciglia di un bambino
per potersi addormentare.
E allora giù, fra stracci e amore
dove è lusso la fortuna
c'è bisogno della luna.
E allora giù, giù,
giù, giù, giù, giù, giù......


