martedì 21 novembre 2006

Lezioni di poesia

Non esiste una cosa più poetica di un'altra.
Avete capito.
La poesia non è fuori,
ma è dentro.

Cos’è la poesia non chiedetevelo più:
guardati nello specchio
e la poesia sei tu.

Vestitele bene le poesie,
cercate le parole,
dovete sceglierle.

A volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola.

Sceglietele,
perché la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
…

Innamoratevi.
Se non vi innamorate tutto è morto.
Morto, tutto è.
Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo,
si muove tutto.

Dilapidate la gioia,
sperperate l’allegria.
Siate tristi e taciturni con esuberanza.
Fate soffiare in faccia alla gente la
felicità.

E come si fa?
Per trasmettere la felicità
bisogna essere felici.
E per trasmettere il dolore,
bisogna essere felici.

Siate felici.

Dovete patire,
stare male,
soffrire.

Non abbiate paura a soffrire:
tutto il mondo soffre.

E se non avete i mezzi,
non vi preoccupate,
tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria:
tutto!

Avete capito?

E non cercate la novità.
La novità è la cosa più vecchia che ci sia.

E se il verso non vi viene?
Buttativi in terra!
È da distesi che si vede il cielo.

Guarda che bellezza…

Cosa guardate?
I poeti non guardano,
vedono.

Fatevi obbedire dalle parole.

Questa è la bellezza.

Come quei versi la,
che voglio che rimangano scritti li per sempre.

Forza cancellate tutto!

Dobbiamo cominciare:
la lezione è finita.

Roberto Benigni – tratto da La tigre e la neve

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